Ipoacusia neurosensoriale: cos’è e come si può alleviare

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Tra le varie tipologie di ipoacusia, l’ipoacusia neurosensoriale è una forma di perdita uditiva che senza un adeguato trattamento audioprotesico, rappresentato dall’adozione di apparecchi acustici o altri supporti uditivi (impianto cocleare), non può essere contrastata in maniera efficace, fatta eccezione per qualche rara circostanza risolvibile tramite intervento chirurgico. 

Come suggerito dalla denominazione, l’ipoacusia neurosensoriale avviene a causa di un deficit o di un’alterazione che avviene a livello di trasmissione del suono dalle orecchie al cervello, e viceversa. 

Cos’è l’ipoacusia neurosensoriale

Nello specifico, si definisce ipoacusia neurosensoriale una condizione di perdita uditiva riconducibile ad un malfunzionamento di coclea e/o nervo acustico, ovvero di due sezioni del sistema uditivo cruciali per la trasmissione del suono. 

In condizioni “normali”, infatti, la coclea – una preziosa componente dell’orecchio interno – recepisce l’informazione sonora e la traduce in impulsi elettrici, così che il cervello possa riconoscerla ed elaborarla correttamente. Questa informazione viene mediata dal nervo acustico che, in un certo senso, fa da tramite tra orecchio e sistema nervoso. 

Nel momento in cui una di queste due fondamentali sezioni dell’apparato uditivo non svolge il proprio compito nel migliore dei modi, si manifesta una condizione di ipoacusia neurosensoriale. 

Perché si origina l’ipoacusia neurosensoriale?

L’invecchiamento fisiologico del sistema uditivo (presbiacusia) è forse la motivazione più ricorrente di ipoacusia neurosensoriale. Con il passare del tempo, infatti, c’è un ricambio sempre più lento e meno efficace delle cellule ciliate, ovvero delle cellule deputate a trasmettere “operativamente” l’informazione sonora, trasformata in vibrazioni, dalla coclea al nervo acustico.  

Anche l’esposizione ai rumori può configurarsi come una perdita uditiva di questo genere (ipoacusia da rumore): per esempio, uno shock acustico oppure l’abitudine a sentire le cuffie ad alto volume e per troppo tempo possono danneggiare e compromettere le funzionalità dell’orecchio interno, causando progressivamente una perdita uditiva sempre più accentuata.

Altri fattori di rischio sono rappresentati da predisposizione congenita, eventuali traumi cranici e patologie che interessano anche l’aspetto uditivo. 

I sintomi dell’ipoacusia neurosensoriale

Le principali manifestazioni dell’ipoacusia neurosensoriale non si discostano dai classici indizi di un calo uditivo in atto: difficoltà a sentire voci e suoni, soprattutto in ambienti rumorosi, e quindi di partecipare alle conversazioni, ma anche di percepire nitidamente l’audio proveniente da smartphone e tv.

Talvolta, l’abbassamento delle capacità uditive si accompagna ad episodi di acufene e attacchi di vertigine.

Come alleviare l’ipoacusia neurosensoriale?

Premesso che purtroppo non esiste una cura definitiva a questa condizione, la tecnologia medica offre la possibilità di gestire l’ipoacusia neurosensoriale e di limitarne l’impatto invalidante sulla vita di tutti i giorni. Gli apparecchi acustici, per esempio, rappresentano un valido supporto per contrastare le conseguenze sociali e fisiche derivanti dall’ipoacusia neurosensoriale. 

Nelle circostanze più gravi, invece, potrebbe rendersi necessaria l’adozione di un impianto cocleare, ovvero di una protesi da impiantare chirurgicamente in prossimità del nervo acustico. 

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