
bambini con ipoacusia a scuola
Per i bambini con ipoacusia infantile, l’ambiente all’interno dell’aula scolastica rappresenta una realtà sonora significativamente distinta da quella del loro ambiente domestico: può risultare notevolmente più rumoroso, caotico e confusionario, rendendo difficile la distinzione delle voci e l’ascolto attento dell’insegnante. Pertanto, è frequente che le ipoacusie infantili, che potrebbero non essere state individuate durante lo screening neonatale e si sono sviluppate nel corso dei mesi o degli anni successivi, emergano proprio all’inizio della vita scolastica.
Numerosi studi hanno dimostrato che l’ipoacusia infantile non trattata influenza negativamente l’apprendimento scolastico, lo sviluppo del linguaggio e anche la socialità. Ecco perché è importante adottare delle misure per agevolare l’ascolto da parte di questi alunni ed intervenire subito con un controllo dell’udito e l’eventuale adozione degli apparecchi acustici. In questo articolo, abbiamo alcuni consigli che i docenti possono mettere in pratica per aiutare concretamente i bambini con ipoacusia ad essere più coinvolti nella lezione e ad ascoltare con più facilità.
Il primo consiglio utile per agevolare l’apprendimento dei bambini con ipoacusia a scuola è quello di non spiegare dando le spalle alla classe o camminando per l’aula. Molti docenti hanno infatti l’abitudine, per poter coinvolgere meglio i ragazzi, di girare tra i banchi mentre spiegano oppure di continuare il discorso mentre scrivono alla lavagna. Per i bambini con ipoacusia tuttavia questo è un grande disagio: quando l’insegnante è di spalle non possono aiutarsi con la lettura del labiale e il continuo spostamento dalla zona da cui proviene la voce potrebbe creare loro qualche difficoltà. Ecco perché consigliamo ai docenti di spiegare la lezione mantenendo il contatto visivo con gli alunni e rimanendo sempre di fronte a loro.
Per poter migliorare l’ascolto, non sono dei bambini con ipoacusia a scuola, ma anche di tutti gli alunni, si consiglia di disporre i banchi a ferro di cavallo; in questo modo, ovunque siano seduti, tutti avranno la possibilità di guardare e ascoltare bene il docente.
Le tecnologie per la didattica sono ormai entrare in tutte le scuole, ed è un bene sfruttarle per agevolare l’apprendimento dei bambini con ipoacusia. Supporti audiovisivi come mappe, schemi e Power Point da proiettare sulle lavagne multimediali possono essere un valido supporto visivo che consente di leggere l’informazione oltre che ascoltarla.
A causa dei problemi di udito, molti bambini ipoacusici potrebbero avere difficoltà a socializzare con il resto della classe: l’imbarazzo di non capire bene tutte le parole o di dover chiedere di ripetere ciò che è stato detto potrebbe essere un grande ostacolo alla socialità. Ecco perché è importante favorire l’interazione tra tutti gli alunni, magari organizzando piccoli progetti di gruppo in cui gli alunni devono collaborare e ascoltarsi l’un l’altro in condizioni più “tranquille”.
In altri casi invece, la mancata socializzazione potrebbe essere causata dall’imbarazzo di indossare gli apparecchi acustici. Anche se questi dispositivi hanno la stessa funzione di supporto degli occhiali, non vengono “accettati” allo stesso modo, e ciò vale sia per i bambini che per gli adulti. In classe, sarebbe dunque opportuno spiegare agli alunni cos’è l’ipoacusia e a cosa servono gli apparecchi acustici, cosicché imparino a ritenere normale quei piccoli dispositivi che il loro compagno porta tutti i gironi e che quest’ultimo non si rifiuti di portarli per timore di essere preso in giro dagli amici. L’abolizione dello stigma sociale sugli apparecchi acustici può e deve partire proprio dall’educazione dei più piccoli.
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