
Inquinamento acustico
Tra i numerosi problemi dei centri urbani ad alta densità e degli ambienti industrializzati, l’inquinamento acustico è uno dei più dannosi ma allo stesso tempo uno dei più sottovalutati. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ritiene infatti uno dei principali problemi dei Paesi industrializzati.
Ma cosa si intende per inquinamento acustico? Con questa definizione si intende l’eccessiva esposizione a rumori o suoni ad alta intensità e può verificarsi in luoghi chiusi, come le fabbriche o i cantieri, ma anche all’aperto, come nei pressi delle autostrade o delle piste di atterraggio degli aerei. Secondo la normativa italiana, la soglia dell’inquinamento acustico è fissata ad un massimo di 65dB durante il giorno e 55dB durante la notte: quando tale soglia viene superata si parla allora di inquinamento acustico. Sfortunatamente, sono molte le occasioni in cui si eccede e, senza che ce ne accorgiamo, il nostro uditivo viene costantemente bombardato da suoni dannosi.
Ecco perché abbiamo riportato in questo articolo alcuni degli ambienti più rumorosi che normalmente si frequentano e che potrebbero mettere a dura prova l’udito.
Quando si parla di ambienti rumorosi e inquinamento acustico, il primo luogo che viene in mente è, per giuste ragioni, il luogo di lavoro. Fabbriche, cantieri, catene di montaggio, reparti logistica e magazzini sono in genere considerati ambienti ad alto impatto acustico per via dei macchinari e dei segnali acustici che producono suoni ben oltre la soglia del rumore. Tuttavia, per legge, chi lavora in questi luoghi è tenuto ad utilizzare specifiche protezioni uditive come tappi per le orecchie professionali o cuffie antirumore, anzi: sono le aziende a dover obbligatoriamente fornire questi dispositivi di protezione individuale, pena sanzioni molto gravi. La perdita di udito sul lavoro risulta infatti una delle più diffuse malattie sul posto di lavoro.
Ci sono però altri ambienti di lavoro considerati sicuri che invece danneggiano gravemente l’udito. I call center ad esempio, spesso ubicati in spazi ristretti con tante persone che parlando contemporaneamente, possono essere insidiosi per l’udito, così come gli asili, dove il pianto e le grida dei bambini, ascoltate giorno dopo giorno in anni di lavoro, possono a lungo andare causare qualche problema. Sensibile è anche la condizioni di tutte le figure che lavorano nella ristorazione, come camerieri o buttafuori, il cui udito è sottoposto a musica ad alto volume per gran parte della giornata.
Anche l’ambiente domestico può risultare pericoloso: elettrodomestici come frullatori, tosaerba, aspirapolveri e trapani, nonché vicini rumorosi che hanno la tv accesa ad alto volume durante tutto il giorno sono una fonte di inquinamento acustico molto sottovalutata. Corrette pratiche di ascolto come l’utilizzo di tappi per le orecchie quando si usano elettrodomestici rumorosi o un buon isolamento acustico della propria abitazione possono aiutare ad avere giorni (e notti) tranquille, ma soprattutto a non sovraccaricare l’udito.
Le strade delle metropoli e delle grandi città sono le più soggetti ad inquinamento acustico: il traffico in particolare può raggiungere anche livelli sonori di 80dB, che aumentano in prossimità di autostrade, stazioni della metro e cantieri. Purtroppo è difficile proteggersi da questa forma di inquinamento acustico; il nostro suggerimento è di inossare tappi per le orecchie morbidi quando si passeggia a lungo per strada e di non alzare troppo il volume delle cuffie qualora si stia ascoltando la musica per strada nel tentativo di sovrastare il rumore.
Infine, un consiglio per proteggersi dall’inquinamento acustico quando si viaggia in auto: se siete bloccati nel traffico, tra motori accesi e clacson impazienti, vi consigliamo di tenere chiusi i finestrini per attutire il rumore.
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