Udito e attività fisica: ecco come si influenzano

Una donna e un uomo di terza età fanno jogging insieme in un parco e si sorridono.

È ormai risaputo che l’attività fisica regolare fa miracoli per il corpo: aiuta a mantenere il peso forma, rinforza il cuore, migliora l’umore.

Quello che molti ignorano, però, è che lo sport esercita un’influenza positiva anche sul nostro udito. Ma come succede esattamente? Vediamolo insieme.

Il collegamento

Quando pratichiamo una camminata sostenuta, andiamo in bicicletta o facciamo una bella nuotata, il nostro sistema cardiovascolare riceve una bella dose extra di efficienza. Il cuore pompa più sangue, i vasi si dilatano per accogliere un maggiore flusso, e così l’ossigeno arriva in quantità superiore a ogni angolo del nostro organismo, orecchie comprese.

Proprio le cellule ciliate dell’orecchio interno – quei minuscoli sensori che catturano le vibrazioni sonore trasformandole in impulsi nervosi – traggono grande beneficio da questa maggiore ossigenazione.

Poiché queste cellule non si rigenerano una volta danneggiate, mantenerle in salute attraverso una circolazione ottimale significa preservare più a lungo la capacità di percepire i suoni, dalle note più acute al canto degli uccelli.

I recenti studi

Un recente studio condotto dal Brigham and Women’s Hospital di Boston nel 2022 ha confermato che le donne che seguono un programma di esercizio moderato o semplicemente camminano molto mostrano una probabilità ridotta di circa il 17% di sviluppo di ipoacusia rispetto a chi porta avanti uno stile di vita più sedentario.

Questo dato, che già di per sé dimostra il legame tra sport e protezione uditiva, trova ulteriore riscontro nelle ricerche italiane pubblicate nel 2021. Secondo questi ricercatori, pratiche motorie costanti non soltanto rallentano il naturale declino cognitivo legato all’invecchiamento, ma contribuiscono anche a ritardare la comparsa della demenza senile quando è associata a problemi di udito.

Insomma, l’esercizio non è mai abbastanza!

Acufene e movimento

Se soffri di acufene – quel fastidioso ronzio o fischio nelle orecchie che persiste anche in totale assenza di rumori esterni – potresti trovare sollievo proprio nell’attività fisica.

Uno studio dell’Università dell’Illinois ha messo in luce come il movimento intenso stimoli le aree frontali del cervello responsabili della gestione delle emozioni. Questo significa che chi si allena regolarmente sviluppa una maggiore capacità di modulare la propria reazione allo stress e al disagio e riduce, così, la percezione stessa del suono. Inoltre, pratiche rilassanti come lo yoga, che uniscono posture dolci e tecniche di respirazione, agiscono su più fronti: aiutano a scaricare le tensioni muscolari e a placare l’ansia, rendendo l’esperienza dell’acufene meno invasiva.

Non serve diventare atleti professionisti per trarre vantaggio. Il segreto sta nella costanza: un allenamento regolare e moderato offre più benefici a lungo termine rispetto a sessioni sporadiche di grande intensità.

Prima di intraprendere qualsiasi percorso sportivo, soprattutto se non sei abituato a fare esercizio o hai particolari condizioni di salute, rivolgiti sempre a un medico o a un professionista specializzato. Un controllo audiometrico annuale, abbinato a un programma di movimento graduale e su misura, rappresenta la strategia ideale per prendersi cura delle tue orecchie e garantire un’ottima qualità di vita uditiva.

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