
Non solo il tempo può compromettere la nostra capacità di sentire bene. Tra le principali cause di perdita uditiva c’è anche l’esposizione prolungata a rumori intensi, una condizione nota come ipoacusia da rumore.
Questa forma di perdita uditiva è particolarmente diffusa tra chi ha lavorato (o lavora ancora) in ambienti molto rumorosi, senza l’utilizzo di adeguati dispositivi di protezione.
Ma il rischio non riguarda solo alcune categorie professionali: anche le abitudini quotidiane, come ascoltare musica ad alto volume per molte ore con le cuffie, possono provocare danni seri e duraturi.
Molti associano l’ipoacusia da rumore a suoni estremi e improvvisi, come un’esplosione o uno sparo. In realtà, spesso il danno all’udito è progressivo e silenzioso: si sviluppa nel tempo, a causa di un’esposizione costante a livelli sonori elevati, anche se non traumatici.
Il rumore di un macchinario, il sottofondo costante di un’officina o l’uso continuo di cuffie a volume elevato può mettere sotto stress le cellule ciliate della coclea, le strutture sensoriali dell’orecchio interno deputate alla trasduzione dei suoni. Una volta danneggiate, queste cellule non si rigenerano, rendendo la perdita uditiva irreversibile.
I segnali più comuni includono:
La perdita può essere bilaterale (in entrambe le orecchie) ed è spesso più marcata sulle alte frequenze, quelle utilizzate per comprendere il parlato, rendendo difficile seguire conversazioni, soprattutto in presenza di rumori di fondo.
In ambito professionale, la perdita uditiva indotta dal rumore può essere riconosciuta come malattia professionale, soprattutto nei settori dove l’esposizione al rumore è cronica e documentabile (es. edilizia, metalmeccanica, trasporti).
Per ottenere il riconoscimento, è necessaria una valutazione audiologica specialistica, che includa:
Questi dati, insieme a parametri tecnici forniti da enti come l’INAIL, permettono di valutare se il danno è attribuibile all’ambiente di lavoro. Tuttavia, nei casi in cui il tracciato audiometrico risulta asimmetrico o poco chiaro, la valutazione può diventare complessa e controversa.
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