Ipoacusia da rumore: come e quando si sviluppa

Testa vista di spalle di un ragazzo che si trova in un bosco con cuffie antirumore per il lavoro.

Non solo il tempo può compromettere la nostra capacità di sentire bene. Tra le principali cause di perdita uditiva c’è anche l’esposizione prolungata a rumori intensi, una condizione nota come ipoacusia da rumore.

Questa forma di perdita uditiva è particolarmente diffusa tra chi ha lavorato (o lavora ancora) in ambienti molto rumorosi, senza l’utilizzo di adeguati dispositivi di protezione.

Ma il rischio non riguarda solo alcune categorie professionali: anche le abitudini quotidiane, come ascoltare musica ad alto volume per molte ore con le cuffie, possono provocare danni seri e duraturi.

Le possibili cause

Molti associano l’ipoacusia da rumore a suoni estremi e improvvisi, come un’esplosione o uno sparo. In realtà, spesso il danno all’udito è progressivo e silenzioso: si sviluppa nel tempo, a causa di un’esposizione costante a livelli sonori elevati, anche se non traumatici.

Il rumore di un macchinario, il sottofondo costante di un’officina o l’uso continuo di cuffie a volume elevato può mettere sotto stress le cellule ciliate della coclea, le strutture sensoriali dell’orecchio interno deputate alla trasduzione dei suoni. Una volta danneggiate, queste cellule non si rigenerano, rendendo la perdita uditiva irreversibile.

I sintomi dell’ipoacusia da rumore

I segnali più comuni includono:

  • difficoltà nel percepire suoni lievi o voci basse, soprattutto in ambienti rumorosi o affollati;
  • sensazione di ovattamento nelle orecchie, come se fossero tappate;
  • presenza di acufeni, ossia fischi o ronzii persistenti, anche in assenza di suoni esterni;
  • necessità di alzare il volume della TV o chiedere spesso agli altri di ripetere.

La perdita può essere bilaterale (in entrambe le orecchie) ed è spesso più marcata sulle alte frequenze, quelle utilizzate per comprendere il parlato, rendendo difficile seguire conversazioni, soprattutto in presenza di rumori di fondo.

Ipoacusia da rumore e ambiente lavorativo

In ambito professionale, la perdita uditiva indotta dal rumore può essere riconosciuta come malattia professionale, soprattutto nei settori dove l’esposizione al rumore è cronica e documentabile (es. edilizia, metalmeccanica, trasporti).

Per ottenere il riconoscimento, è necessaria una valutazione audiologica specialistica, che includa:

  • anamnesi lavorativa dettagliata (tipo di attività svolta, durata, livello di esposizione);
  • esame audiometrico, che spesso evidenzia una ipoacusia neurosensoriale simmetrica, tipica da rumore, con un’incisura a 3.000–6.000 Hz e una risalita a 8.000 Hz.

Questi dati, insieme a parametri tecnici forniti da enti come l’INAIL, permettono di valutare se il danno è attribuibile all’ambiente di lavoro. Tuttavia, nei casi in cui il tracciato audiometrico risulta asimmetrico o poco chiaro, la valutazione può diventare complessa e controversa.

Se sei esposto a rumore o se hai già notato cambiamenti nella tua capacità di sentire, prenota oggi stesso un controllo presso il nostro centro acustico.

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